domenica 22 luglio 2012
Cattedrali dal terremoto
giovedì 19 novembre 2009
Numbers

Sono sempre stato dell'idea che la matematica non sia un opinione. Tuttavia quando si parla di economia i numeri che vengono dati possono essere i più disparati e rappresentano diverse visioni di una stessa realtà. Tutti i telegiornali e giornali del 13 e 14 Novembre hanno presentato con grande enfasi i dati Istat del terzo trimestre che hanno evidenziato un aumento del PIL dello 0.6% rispetto al trimestre precedente. Tale numero è stato visto come la previsione di un'uscita dalla crisi prima dei tempi stimati. I numeri che invece penso ci debbano riguardare come italiani sono quelli che la trasmissione Report ha riportato nella puntata del 25 Ottobre.
Abbiamo un debito pubblico che ci sta schiacciando frutto degli sperperi degli anni '80 e '90 che non è rientrato minimamente anche a fronte della vendita di colossi quali Telecom, Autostrade, Enel, Eni. Questo è il numero che ci dovrebbe interessare, il fatto che il debito pubblico rispetto al PIL era pari a circa il 105% nel 2008 e salirà al 118% nel 2010. Volendo ragionare in termini di persone, lo sapete che ogni italiano hai un debito pari a circa 29000€ che dovremo pagare attraverso le tasse?
A mio parere questi sono i numeri che occorre valutare, perchè a causa di questo debito il governo ha le mani legate, se avessimo dovuto effettuare interventi per salvare le banche nella misura che ha dovuto fare l'America non avremmo potuto farlo. Volendo fare un confronto, la crisi ha colpito tutta l'Europa in particolare la Germania che lavora molto (come l'Italia) con le esportazioni ma qui la situazione è molto più chiara perchè avendo un minore debito i tedeschi possono investire e sicuramente usciranno meglio dalla crisi; ad esempio hanno previsto un piano di stimolo di 2 miliardi di euro, in Italia invece è stato mostrato come non ci sono nemmeno i soldi per sistemare un passaggio a livello che allunga ogni giorno il percorso tra casa e lavoro di molti lavoratori di una grossa impresa.
Si parla di uscita dalla crisi ma in realtà sembra che non vedremo un'uscita fino al 2013, ciò significa rimanere in questo stato ancora per almeno 3 anni.Il modo per uscire dalla crisi ci sarebbe, ovvero investire nella ricerca e nell'innovazione ma ad oggi in Italia ciò può essere fatto solo da azienze che hanno risorse interne perchè lo stato non riesce più a garantire fondi (diversi bandi nazionali sono bloccati perchè non ci sono le risorse). D'altronde la domanda che si è posta la presentatrice di Report è normale: perchè la Nokia è nata in Finlandia paese da 5 milioni di abitanti e non in Italia dove ci sono 60 milioni maniaci del telefonino e un'industria elettronica di tutto rispetto? La differenza la fanno le classifiche: la Finlandia è al primo posto nelle classifiche internazionali per qualità d'istruzione, noi siamo al 36mo posto. Ora la domanda è: fino a che punto può aumentare il debito pubblico? L'anno scorso abbiamo pagato 66 miliardi d'interessi sul debito accumulato, quest'anno saranno sempre di più e si stima che nel 2013 arriveremo a 100 miliardi di euro. Molti pensano che una volta terminata la crisi la macchina ripartirà e riusciremo a ripagare parte di questo debito, speriamo sia così intanto occorre dire che anche a fronte di una ripartenza i consumatori americani nei prossimi anni dovranno risistemare i propri conti, hanno già cominciato a risparmiare e ciò significa che dopo la crisi ci troveremo in un mondo con un 3% di domanda americana in meno. Tale percentuale dovrà essere recuperata lavorando di più con la Cina la cui economia però è al momento un terzo di quella americana, inoltre sempre al momento l'Italia esporta in Cina la stessa quantità di prodotti che esportiamo in Grecia, cioè niente. Il tutto per dire, non demoralizziamoci ma non diamo troppo ascolto ai numeri che risuonano dai media. Come dicevo, la matematica non è un opinione.
lunedì 13 aprile 2009
Iniziamo il conteggio fino alla prossima strage?

L'insieme delle immagini che da lunedì ci mostrano la tv e i giornali è sconcertante. Non ci sono parole per descrivere quello che è successo e tutti quanti rimaniamo basiti pensando a cosa avremmo fatto se fosse capitato a noi. Una scossa di quella potenza nel cuore della notte non poteva che fare una strage. Il pensiero di quelle famiglie distrutte, di quei bambini in quelle bare così piccole, di quel dolore che ha commosso la nazione e penso tutto il mondo. Ammirevoli sono stati tutti i volontari che con turni massacranti hanno dato un aiuto importante, ma non è possibile davanti a questo dramma non fermarsi facendosi una domanda: come mai tutto ciò è potuto accadere? L'Italia da sempre è catalogata come una nazione a forte rischio di terremoti e altri fenomeni distruttivi quali alluvioni, frane, eruzioni di vulcani. Dal Corriere della Sera di giovedì 9 Aprile, nell'articolo di Gian Antonio Stella leggo come dal dossier sulle aree a rischio dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) risulti che i comuni italiani interessati da frane sono 5596 (69% del totale) di cui 2839 in zone ad alto rischio. Nei periodo del boom edilizio si è costruito dappertutto: su frane a rischio (Sarno è solo uno degli esempi), in prossimità di vulcani e nelle zone ad alto rischio di terremoti (nel sito http://zonesismiche.mi.ingv.it/mappa_ps_apr04/italia.html si vede benissimo quali sono le zone ad elevato rischio di terremoti). A Napoli hanno stimato che in caso di una nuova eruzione del Vesuvio il pano di evacuazione riuscirebbe a portare in salvo la popolazione in dodici giorni! Perchè allora dobbiamo attendere una nuova strage? E' inutile dare la colpa al fatalismo o ad altre cause, la verità è che occorre iniziare a ricostruire in Abruzzo, ma occorre anche iniziare a mettere in sicurezza tutte le zone conosciute come ad alto rischio. Le informazioni ci sono, il territorio italiano è mappato ed è possibile conoscere nel dettaglio le zone a maggiore rischio. E' inutile dare alla Protezione Civile mille incarichi, facciamo fare a loro ciò per cui sono nati ovvero proteggere il popolo italiano dalle catastrofi naturali. E anche il governo si muova facendo un piano di recupero delle aree a rischio. Non importa a nessuno avere un ponte tra Reggio Calabria e Messina mentre a tutti interessa sentirsi sicuri nelle proprie case. Il premier è andato in Abruzzo e immagino si sia reso conto del disastro accaduto, faccia in modo che non si verifichino più episodi del genere.
lunedì 29 dicembre 2008
Una scarpa dall'Iraq
Nessuno è stato in grado in 5 anni di esportare il concetto di democrazia.
Leggendo un pagina dell'Herald Tribune di oggi apprendo la situazione aggiornata delle morti di soldati stranieri: 4219 soldati americani, 178 soldati inglesi, 33 soldati italiani .....
Siamo sul podio di questa assurda classifica, ma l'articolo 11 della nostra costituzione non cita che l'Italia ripudia la guerra? Perchè dobbiamo sacrificare delle vite umane in una guerra che non serve a nessuno?
Per fortuna Obama ha vinto le elezioni e mi auguro che ponga fine a questa assurda e brutta pagina della storia.
mercoledì 24 dicembre 2008
Energia Nucleare. Un beneficio o un problema?
• Caorso (Piacenza) è stata la più grande centrale nucleare italiana, spenta nel 1987 dopo il referendum ma il materiale radioattivo si trova ancora lì. Lo smantellamento terminerà nel 2019 per una spesa di 500 milioni di €. Dal 1987 ad oggi nonostante fosse spenta, più di 100 persone sono addette a sorvegliare questo cadavere radioattivo. Il combustibile rimasto lo invieremo in Francia ma ci torneranno indietro le scorie e occorrerà trovare un posto dove metterle. Ad oggi nessuno si è posto il problema di cosa fare di queste scorie.
• Casaccia (Roma) è un’altra centrale spenta ma potenzialmente a rischio. Nel 2006 scoppiò un incendio che rischiò di far esplodere i contenitori di plutonio. Dopo quell’incidente la centrale è rimasta per un anno e mezzo senza sistema antincendio, controllata 24 ore su 24 da personale non sempre competente. Tra coloro addetti alla sorveglianza del materiale radioattivo negli ultimi 2 anni 9 operatori hanno inalato plutonio. Dagli anni ’80 invece di decidere per uno smantellamento si è deciso di mantenere la centrale in sicurezza. Sono state spese grosse cifre per costruire contenitori per lo smantellamento utilizzati poco e male. Qui è presente il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia.
• Trino (sulla riva del Po’ vicino Vercelli). In questa zona vi sono centrali vicine al fiume Dora Baltea soggetto a frequenti alluvioni ( 3 negli ultimi 15 anni ognuna più violenta di quella prima). Da più di 20 anni circa 100 persone sorvegliano 1635 mcubi di scorie radioattive sotterrate sotto una collinetta. Qui sono presenti anche rifiuti liquidi in un deposito che ogni tanto si allaga.
• Saluggia (Vercelli). In una piscina vecchia di 40 anni sono contenute barre di uranio. Da tale struttura è fuoriuscito del liquido radioattivo che colando nel terreno è sceso in profondità mettendo a rischio la falda. Ci sono stati casi di contaminazione, alcuni persone sono state contaminate anche più di 7-8 volte. Ci sono voluti 4 anni per svuotare la piscina e le barre di combustibile sono state portate nel vecchio impianto di Avogadro (struttura degli anni ’50) che presenta delle perdite e costa 1 milione di € di affitto all’anno. Vicino agli impianti di Avogadro e Saluggia c’è l’acquedotto di Monferrato che da l’acqua a più di 100 comuni. In questa zona il governo ha stabilito degli indennizzi che dovevano essere ripartiti in base alla concentrazione di radioattività, ma al solito questi soldi non sono andati a chi ne aveva diritto. Infatti al consorzio del Monferrato che spende molto per controllare la qualità dell’acqua dell’acquedotto non è arrivato nemmeno 1€, mentre sono stati destinati alcuni fondi in Valsesia dove non ci sono impianti. A Saluggia dove c’è il 90% di rischio di contaminazione è arrivato il 30% di contributi mentre a Trino dove il rischio è un decimo è arrivato il 50%.
• Garigliano (Caserta) è una centrale chiusa da ’78 a causa di un guasto. Tale centrale è posizionata in una zona ad elevato rischio sismico. Come unica operazione svolta è stato deciso di trasferire il combustibile nucleare in Inghilterra dove ci affittano degli spazi che finora ci sono costati circa 1600 miliardi di €. Dal giorno del terremoto in Irpinia circa 100 persone vegliano che non ci siano rischi di radioattività per un costo annuale di 2 milioni di €. Una centrale simile negli USA è stata smantellata nel 1997, per questa occorre attendere il 2024 in quanto il progetto non è stato nemmeno approvato. Sono presenti 3000 mcubi di rifiuti posizionati anche sottoterra in buste di plastica ( negli anni passati erano ritenute contenitori sicuri). Al momento non c’è possibilità di costruire nuovi depositi e i vecchi hanno problemi all’impianto elettrico e buchi verso l’esterno nei quali passano gli uccelli.
• Cirene (Latina) sarebbe stata la prima centrale di costruzione interamente italiana ma è stata completata pochi giorni prima del referendum e non è mai entrata in funzione. Lì vicino c’è quella di Borgo Sabotino che è stata la prima accesa nel nostro paese ed anche la più grande d’Europa. I rifiuti (circa 1200 mcubi) sono stati interrati sotto una collinetta, il reattore non verrà smontato prima del 2019 e in questi anni è stato sorvegliato di circa 80 persone. Essendo un reattore vecchio funzionava con la grafite che una volta attivata mantiene la radioattvità per più di 1000 anni.
Come se non bastassero le centrali di vecchia data che continuano a farci spendere e rappresentano un potenziale pericolo, abbiamo anche accettato di custodire scorie straniere. Un esempio è rappresentato da Rotondella (Matera) dove ci sono rifiuti ad alta attività derivati dal processamento di materiale radioattivo che negli anni ’60 c’è stato inviato dagli USA. Dopo la chiusura della centrale gli stessi USA ci hanno fatto sapere che non sanno che farsene di quel materiale e ce lo siamo tenuto. Da 35 anni circa 50 persone hanno il compito di mantenere in sicurezza il materiale USA presente nella centrale. Tutto ciò senza percepire nessun affitto in quanto il tutto è diventato proprietà nostra.
Quanto si partì con il nucleare non si pianificò nulla e poi si andò avanti solo a parole e questa è l’eredità che ci è toccato. Nello stesso modo ci si sta comportando con i rifiuti radioattivi degli ospedali che in certe zone sono state accatastati anche negli scantinati delle abitazioni civili.
E’ inutile pensare alle nuove centrali se prima non viene definito un piano per gestire quelle vecchie e non viene effettuata una pianificazione accurata. Con strutture di questo tipo ogni terremoto o alluvione potrebbe scatenare un disastro. La salute della popolazione viene prima di tutto, tra l’altro in un periodo di crisi economica sarebbe interessante sapere quanto ci costa all’anno mantenere strutture di questo tipo.
Chi ha un po’ di tempo si guardi la puntata dalla quale risulta anche come la società SOGIM addetta alla gestione del nucleare abbia diversi legami con i governi di questi anni, soprattutto con quelli di centro-destra.
Il problema è che i finanziamenti a questa società vengono presi dalle nostre bollette della luce e questo è il solito discorso: chi ci rimette siamo sempre noi.
P.s. L’energia nucleare non solo rappresenta un pericolo ma è anche poco efficiente ma i nostri politici non lo sanno, guardatevi anche questo video.
venerdì 7 novembre 2008

OBAMA è la speranza di molti! Quando ne nascerà uno da noi?
Fortunatamente questa volta non ci sono state sorprese dell’ultima ora e ciò che doveva essere è stato e OBAMA è diventato il 44° presidente degli Stati Uniti.
Per noi italiani sembra strano che possa essere eletto un senatore che è così giovane (47 anni) e che è in politica solo da 3 anni quando uno dei nostri politici più giovani (Veltroni ne ha 53 anni ) è in politica da più di 30 anni.
D’altronde al solito siamo un paese in controtendenza che è governato da un presidente che ha 72 anni e che meno di un 1 mese fa (in piena tempesta finanziaria) è andato a fare l’ultimo saluto a Bush dicendogli che “la Storia ti definirà un grande, grandissimo presidente” (e parlava dello stesso presidente che è tra i colpevoli della grave crisi economica degli USA e si vanta di essere il promoter di due guerre che non hanno portato a niente se non a spendere i soldi e putroppo tante vittime).
Lo stesso nostro presidente del consiglio in tempo record ha già fatto la prima gaffe dando ad Obama dell’abbronzato e questo ha scatenato qualche asprezza negli americani e al solito ci fa vergognare un po’.
Lui è stato il cagnolino si Bush seguendolo in ogni iniziativa fuorché quando il presidente degli USA ha emanato la legge contro il falso in bilancio.
I numeri del governo Bush sono disastrosi eccone alcuni:
· Ha portato la disoccupazione dal 4% di quando si è inserito al 6,3%
· Ha portato l’inflazione dal 3,3% al 5,4%
· Le due guerre sostenute sono costate agli americani ben 864 miliardi di dollari (oltre a causare 4500 morti solo fra gli americani)
Obama si troverà di fronte ad una situazione drammatica ma dai discorsi che ha fatto è facile comprendere come il suo motto “YES WE CAN” sia veramente sentito.
Una della sua prime iniziative sarà quella di aumentare gli incentivi alle scuole e alle università (per la solita controtendenza il decreto Gelmini invece di incentivare taglierà a dismisura).
Una frase storica del discorso di OBAMA dopo la vittoria è: “L’America è il luogo dove tutto è possibile”. E’ questo il pensiero riformatore che ha portato a votare molte persone (file anche di qualche ora) soprattutto i più giovani (si dice che l’intero sistema under 60 abbia votato quasi interamente per lui). Non va dimenticato che il finanziamento della campagna elettorale di OBAMA pari a 639 milioni (cifra record) è stato sostenuto per il 48% dai semplici cittadini che hanno versato a testa meno di 200 dollari.ù
Guardatevi il video del discorso post votazione che da una carica impressionante e poi astenetevi da ogni commento sulla situazione italiana perché altrimenti anche voi potreste essere investiti della laurea di coglioni.
venerdì 24 ottobre 2008
Tagli alla scuola e alle università.
Elenco di seguito un po' di numeri che sembrano fantascientifici ma ritengo siano veri anche perchè verranno pubblicati nella nuova edizione del libro La Casta di Rizzo e Stella che uscirà a breve.
- Gli stipendi dei parlamentari sono aumentati dall'anno scorso di 1135€ al mese (vale la pena ricordare come ha detto una ragazza ieri sera in trasmissione che un dottorando che vuole fare ricerca riceve una borsa di 800€ di cui 500€ vengono spesi per l'affitto);
- In Agosto il goveno ha aperto l'utilizzo dell'aereo di stato a tutta una categoria di persone che viaggeranno a spese nostre. Nel frattempo l'altro giorno il ministro Prestigiacomo ha volato su un aereo privato che costa di 7200€ all'ora solo di carburante per una spesa giornaliera totale di 40000€ quando per raggiungere la stessa meta da Roma partono ogni giorno 5-6 voli di linea ;
- Berlusconi ha donato al comune di Catania 140 milioni di € (si stima che tale comune abbia un buco di circa un miliardo di €), 500 milioni saranno a breve destinati al comune di Roma che ha a sua volta un elevato debito;
- Camera, Senato, Comuni, Provincie e Regioni costano 5,5 miliardi (sembra che la regione Sicilia con 21000 dipendenti spenda circa 1 miliardo all'anno);
- Altre spese riguardano consulenze (1 miliardo) e commissari straordinari (1 miliardo);
- Il finanziamento ai partiti ammonta a 1 miliardo a legislatura;
- I gruppi parlamentari costeranno probabilmente quest'anno 40 milioni;
- Ogni senatore ci costa 1,7 milioni;
- Tra le spese lette nel bilancio del Senato vi sono: 19000€ in 6 mesi per "Noleggio piante ornamentali", 8200€ in 3 mesi per "Calze e collant di servizio", 56000€ in 6 mesi per "Camicie di servizio"
Con queste cifre in gioco, con il decreto Gelmini il governo vuole tagliare 520 milioni alla scuola e alle università nel 2009 e 7,8 miliardi nei prossimi 4 anni.
Non ci sono molti commenti da fare! Come al solito siamo in leggera controtendenza, mentre ci stiamo addentrando in una crisi economica le cui dimensioni dicono gli esperti si potranno conoscere solo quando ne usciremo, invece di sovvenzionare i giovani e cercare di garantire un'istruzione di alto livello preferiscono continuare a spendere a loro piacimento i nostri soldi.
Quando finirà tutto ciò?
