lunedì 29 dicembre 2008

Una scarpa dall'Iraq

Una delle immagini più viste di queste settimane è il lancio delle scarpe del giornalista iracheno a Bush. Tutti hanno mostrato queste immagini con l'idea di presentare un evento strano e che di conseguenza attira attenzione. A mio parere di fronte a quelle immagini occorre farsi una domanda cosa può aver spinto una persona a compiere un gesto di questo tipo? La risposta la conosciamo bene! Quello è stato il gesto di una persona che non ce l'ha fatta più a sopportare l'ennesima frase dell'ormai passato presidente USA in difesa della guerra in Iraq. Quella che era stata presentata come un'azione contro l'Iraq per difendere l'umanità dalle armi di distruzione di massa è stata invece una guerra disastrosa che non ha portato a nulla di buono se non forse ad impadronirsi di qualche pozzo petrolifero. Dal Maggio 2003, data di fine della guerra, ad oggi la situazione di quel paese è addirittura peggiorata rispetto ai tempi in cui tiranneggiava Saddam, nè danno testimonianza le numerose morti causate dalla lotte fra le etnie e la persecuzione di stranieri ed in particolar modo dei cristiani.
Nessuno è stato in grado in 5 anni di esportare il concetto di democrazia.
Leggendo un pagina dell'Herald Tribune di oggi apprendo la situazione aggiornata delle morti di soldati stranieri: 4219 soldati americani, 178 soldati inglesi, 33 soldati italiani .....
Siamo sul podio di questa assurda classifica, ma l'articolo 11 della nostra costituzione non cita che l'Italia ripudia la guerra? Perchè dobbiamo sacrificare delle vite umane in una guerra che non serve a nessuno?
Per fortuna Obama ha vinto le elezioni e mi auguro che ponga fine a questa assurda e brutta pagina della storia.

mercoledì 24 dicembre 2008

Energia Nucleare. Un beneficio o un problema?

Il problema energetico assumerà nei prossimi anni un’importanza sempre maggiore. Tuttavia mentre nel mondo si investe sull’energia pulita (fonti rinnovabili) noi al solito siamo in controtendenza e parliamo di energia nucleare. Il ministro Scaiola ha annunciato che entro i prossimi 20 anni verranno costruite 7-8 nuove centrali nucleari. Dalla puntata di Report del 2 Novembre si apprende come nonostante il referendum per la chiusura delle centrali sia stato effettuato nel 1987 ancora oggi le vecchie centrali ci costano e rappresentano un grosso pericolo per il paese. Ecco un aggiornamento sullo stato delle vecchie centrali nucleari:
• Caorso (Piacenza) è stata la più grande centrale nucleare italiana, spenta nel 1987 dopo il referendum ma il materiale radioattivo si trova ancora lì. Lo smantellamento terminerà nel 2019 per una spesa di 500 milioni di €. Dal 1987 ad oggi nonostante fosse spenta, più di 100 persone sono addette a sorvegliare questo cadavere radioattivo. Il combustibile rimasto lo invieremo in Francia ma ci torneranno indietro le scorie e occorrerà trovare un posto dove metterle. Ad oggi nessuno si è posto il problema di cosa fare di queste scorie.
• Casaccia (Roma) è un’altra centrale spenta ma potenzialmente a rischio. Nel 2006 scoppiò un incendio che rischiò di far esplodere i contenitori di plutonio. Dopo quell’incidente la centrale è rimasta per un anno e mezzo senza sistema antincendio, controllata 24 ore su 24 da personale non sempre competente. Tra coloro addetti alla sorveglianza del materiale radioattivo negli ultimi 2 anni 9 operatori hanno inalato plutonio. Dagli anni ’80 invece di decidere per uno smantellamento si è deciso di mantenere la centrale in sicurezza. Sono state spese grosse cifre per costruire contenitori per lo smantellamento utilizzati poco e male. Qui è presente il più grande deposito di rifiuti radioattivi d’Italia.
• Trino (sulla riva del Po’ vicino Vercelli). In questa zona vi sono centrali vicine al fiume Dora Baltea soggetto a frequenti alluvioni ( 3 negli ultimi 15 anni ognuna più violenta di quella prima). Da più di 20 anni circa 100 persone sorvegliano 1635 mcubi di scorie radioattive sotterrate sotto una collinetta. Qui sono presenti anche rifiuti liquidi in un deposito che ogni tanto si allaga.
• Saluggia (Vercelli). In una piscina vecchia di 40 anni sono contenute barre di uranio. Da tale struttura è fuoriuscito del liquido radioattivo che colando nel terreno è sceso in profondità mettendo a rischio la falda. Ci sono stati casi di contaminazione, alcuni persone sono state contaminate anche più di 7-8 volte. Ci sono voluti 4 anni per svuotare la piscina e le barre di combustibile sono state portate nel vecchio impianto di Avogadro (struttura degli anni ’50) che presenta delle perdite e costa 1 milione di € di affitto all’anno. Vicino agli impianti di Avogadro e Saluggia c’è l’acquedotto di Monferrato che da l’acqua a più di 100 comuni. In questa zona il governo ha stabilito degli indennizzi che dovevano essere ripartiti in base alla concentrazione di radioattività, ma al solito questi soldi non sono andati a chi ne aveva diritto. Infatti al consorzio del Monferrato che spende molto per controllare la qualità dell’acqua dell’acquedotto non è arrivato nemmeno 1€, mentre sono stati destinati alcuni fondi in Valsesia dove non ci sono impianti. A Saluggia dove c’è il 90% di rischio di contaminazione è arrivato il 30% di contributi mentre a Trino dove il rischio è un decimo è arrivato il 50%.
• Garigliano (Caserta) è una centrale chiusa da ’78 a causa di un guasto. Tale centrale è posizionata in una zona ad elevato rischio sismico. Come unica operazione svolta è stato deciso di trasferire il combustibile nucleare in Inghilterra dove ci affittano degli spazi che finora ci sono costati circa 1600 miliardi di €. Dal giorno del terremoto in Irpinia circa 100 persone vegliano che non ci siano rischi di radioattività per un costo annuale di 2 milioni di €. Una centrale simile negli USA è stata smantellata nel 1997, per questa occorre attendere il 2024 in quanto il progetto non è stato nemmeno approvato. Sono presenti 3000 mcubi di rifiuti posizionati anche sottoterra in buste di plastica ( negli anni passati erano ritenute contenitori sicuri). Al momento non c’è possibilità di costruire nuovi depositi e i vecchi hanno problemi all’impianto elettrico e buchi verso l’esterno nei quali passano gli uccelli.
• Cirene (Latina) sarebbe stata la prima centrale di costruzione interamente italiana ma è stata completata pochi giorni prima del referendum e non è mai entrata in funzione. Lì vicino c’è quella di Borgo Sabotino che è stata la prima accesa nel nostro paese ed anche la più grande d’Europa. I rifiuti (circa 1200 mcubi) sono stati interrati sotto una collinetta, il reattore non verrà smontato prima del 2019 e in questi anni è stato sorvegliato di circa 80 persone. Essendo un reattore vecchio funzionava con la grafite che una volta attivata mantiene la radioattvità per più di 1000 anni.

Come se non bastassero le centrali di vecchia data che continuano a farci spendere e rappresentano un potenziale pericolo, abbiamo anche accettato di custodire scorie straniere. Un esempio è rappresentato da Rotondella (Matera) dove ci sono rifiuti ad alta attività derivati dal processamento di materiale radioattivo che negli anni ’60 c’è stato inviato dagli USA. Dopo la chiusura della centrale gli stessi USA ci hanno fatto sapere che non sanno che farsene di quel materiale e ce lo siamo tenuto. Da 35 anni circa 50 persone hanno il compito di mantenere in sicurezza il materiale USA presente nella centrale. Tutto ciò senza percepire nessun affitto in quanto il tutto è diventato proprietà nostra.

Quanto si partì con il nucleare non si pianificò nulla e poi si andò avanti solo a parole e questa è l’eredità che ci è toccato. Nello stesso modo ci si sta comportando con i rifiuti radioattivi degli ospedali che in certe zone sono state accatastati anche negli scantinati delle abitazioni civili.

E’ inutile pensare alle nuove centrali se prima non viene definito un piano per gestire quelle vecchie e non viene effettuata una pianificazione accurata. Con strutture di questo tipo ogni terremoto o alluvione potrebbe scatenare un disastro. La salute della popolazione viene prima di tutto, tra l’altro in un periodo di crisi economica sarebbe interessante sapere quanto ci costa all’anno mantenere strutture di questo tipo.

Chi ha un po’ di tempo si guardi la puntata dalla quale risulta anche come la società SOGIM addetta alla gestione del nucleare abbia diversi legami con i governi di questi anni, soprattutto con quelli di centro-destra.

Il problema è che i finanziamenti a questa società vengono presi dalle nostre bollette della luce e questo è il solito discorso: chi ci rimette siamo sempre noi.

P.s. L’energia nucleare non solo rappresenta un pericolo ma è anche poco efficiente ma i nostri politici non lo sanno, guardatevi anche questo video.