lunedì 29 dicembre 2008

Una scarpa dall'Iraq

Una delle immagini più viste di queste settimane è il lancio delle scarpe del giornalista iracheno a Bush. Tutti hanno mostrato queste immagini con l'idea di presentare un evento strano e che di conseguenza attira attenzione. A mio parere di fronte a quelle immagini occorre farsi una domanda cosa può aver spinto una persona a compiere un gesto di questo tipo? La risposta la conosciamo bene! Quello è stato il gesto di una persona che non ce l'ha fatta più a sopportare l'ennesima frase dell'ormai passato presidente USA in difesa della guerra in Iraq. Quella che era stata presentata come un'azione contro l'Iraq per difendere l'umanità dalle armi di distruzione di massa è stata invece una guerra disastrosa che non ha portato a nulla di buono se non forse ad impadronirsi di qualche pozzo petrolifero. Dal Maggio 2003, data di fine della guerra, ad oggi la situazione di quel paese è addirittura peggiorata rispetto ai tempi in cui tiranneggiava Saddam, nè danno testimonianza le numerose morti causate dalla lotte fra le etnie e la persecuzione di stranieri ed in particolar modo dei cristiani.
Nessuno è stato in grado in 5 anni di esportare il concetto di democrazia.
Leggendo un pagina dell'Herald Tribune di oggi apprendo la situazione aggiornata delle morti di soldati stranieri: 4219 soldati americani, 178 soldati inglesi, 33 soldati italiani .....
Siamo sul podio di questa assurda classifica, ma l'articolo 11 della nostra costituzione non cita che l'Italia ripudia la guerra? Perchè dobbiamo sacrificare delle vite umane in una guerra che non serve a nessuno?
Per fortuna Obama ha vinto le elezioni e mi auguro che ponga fine a questa assurda e brutta pagina della storia.

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